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Sardegna Orosei

03/08/2015

pubblicato da: Marco Donzelli

SARDEGNA E SURF

OROSEI

Marina di Orosei è il litorale più ampio di tutta la costa orientale sarda. E' caratterizzato da un arenile largo e continuo lungo sei chilometri, geograficamente collocato nel Golfo di Orosei che inizia nord e prosegue sino a meridione, avendo come suo limite la Punta Nera di Osalla.
Le spiagge. Proprio conùnciando da qui, troviamo la spiaggetta di Osalla, incastonata tra due promontori, su uno dei quali svettano i resti di un nuraghe, il nuraghe monotorre di Gulunie. Il fondale è digradante con leggero declivio, alimentato in inverno dal Rio Osalla. Dopo un breve promontorio basaltico c'è la grande spiaggia di Avalè, che prosegue sino alla foce del Cedrino, in questo suo tragitto assume i nomi di Su Barone, Sa Marina e Santa Maria. All'inizio di Avalè c'è una bocca a mare che ciclicamente viene aperta per alimentare d'acqua lo stagno retrodunale di Su Petrosu, una lunga sequenza di zone palustri che costeggia quasi ininterrottamente le dune della Marina di Orosei. La spiaggia di Santa Maria è piuttosto interessante per la vicinanza con la foce del Cedrino, anche se i fondali sono mediamente più bassi, una caratteristica comune a questo litorale. Proseguendo verso nord, prendendo la SS 125 e deviarndo a destra per Cala Liberotto, troviamo le belle spiaggette di Cala Liberotto, Porto Corallo, Cala Ginepro, Sa Curcurica e Biderrosa. Sono arenili chiusi da lunghe punte di granito con scogli sparsi che, in modo più o meno efficace, smorzano la violenza delle mareggiate da scirocco, con fondale basso, non di rado invasi dalle alghe ma ugualmente validi e tutti da provare.
Pesci, tecnica, attrezzature. Questo litorale è preso d'assalto da orde di bagnanti sino a tutto agosto, ma da settembre in poi, e soprattutto la notte, si spopola come per incanto si affolla di tanti pescatori che si riversano su questo lungo arenile in cerca della notte fortunata. E' il regno indiscusso delle mormore, anche grossi esemplari, delle orate di media taglia con buone punte di esemplari anche discretamente grossi (oltre il chilo e mezzo) e poi saraghi e spigole con le mareggiate di levante, grecale, tramontana e scirocco e in coincidenza delle prime piene invemali.
Beach ledgering in condizione di mare calmo, piatto o con il maestrale che proviene dalle nostre spalle e ci aiuta notevolmente nel lancio. Oltre al nylon in bobina (18-20) e terminali mediamente
sottili (16), questa tecnica prevede il massiccio impiego dell'arenicola per le mormore che stazionano piuttosto al largo.
Surfishing per le orate e le mormore che si muovono alla fine della scaduta, dove è possibile ingannare anche qualche sarago; nylon 22-26 in bobina e finali 20-22 con soluzioni scorrevoli con piombature da 100 gr. e uso prevalente di bibi e cannolicchio; i profondi canaloni formatisi dopo la mareggiata sono le poste da individuare e battere con regolarità.
Surf casting :quando il levante o lo scirocco decidono di soffiare lo fanno sul serio, con la formazione di frangenti che data la particolare conformazione medio-bassa, si allontanano sempre di più. E' richiesto un lancio lungo aiutato da nylon in bobina di diametro non eccessivo che però mal si concilia con le alghe sempre in agguato a inizio stagione. Il compromesso vede uno 0,28-0,30 più che sufficiente a combattere con le alghe. Sardina a pochi metri per le immancabili spigole e a cercare i saraghi e le grosse orate autunnali.

Fonte surfcasting.it

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