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Matteo Rocco - Le attrezzature 2

21/10/2015

pubblicato da: Marco Donzelli

LE CANNE
Le canne del Surf Casting si dividono in due gruppi: a innesti e telescopiche. Classificate in ripartizione di sezioni, paraboliche e ad azione promiscua. Quelle a ripartizione di sezioni, o ad azione di punta, sono le più dure e richiedono una buona conoscenza della tecnica di lancio, mentre quelle ad azione promiscua e paraboliche sono più elastiche e si adattano a tutti, anche ai neofiti. Le canne moderne più utilizzate sono a tre elementi ad innesto per cui comode per il trasporto e di facile manutenzione. Per iniziare è meglio scegliere una canna leggera con un range di potenza che va dai 70 ai 130 grammi, mentre dopo aver fatto un pò d' esperienza si può passare a quelle più dure, per poi arrivare anche alle due pezzi.
Le canne in due elementi ad innesto hanno una struttura molto rigida. Sono chiamate anche canne a ripartizione di sezioni, o extra fast e variano da quelle promiscue per il brusco inserimento dell' arco. Le sezioni che le caratterizzano sono tre: punta o (cima), arco o (moltiplicatore di potenza), manico o (leva). Di solito sono asimmetriche manico corto e cima lunga, oppure simmetriche d' uguale misura. Queste canne a differenza di altre sono concepite appositamente per il Long Casting e si differenziano da quelle da pesca per l' eccessiva rigidità e per la brusca variazione dell' azione in fase del caricamento. Con la stessa concezione si costruiscono canne da pesca con una maggiore elasticità della cima ad azione mista.
La facilità gestionale di una canna promiscua a due o tre elementi ha un ruolo più avanzato rispetto la telescopica e uno inferiore alla Canna A Ripartizione Di Sezioni (CARDS). Esistono differenti modelli per il surf casting e quelle d' ultima generazione sono le più attendibili e potenti. Parlare di canne ripartite vuol dire toccare un argomento molto particolare e non va confuso con altri modelli d' uguale fattezza, simili ma non perfettamente ripartiti. E' un argomento che cercherò di mettere in chiaro sulla conoscenza e l' uso più appropriato per il lancio moderno, aiutarvi a capire la moltiplicazione di spinta, data dall' arco e dalla leva anche se, è un argomento difficile da capire quando si è sprovvisti di un' adeguata esperienza ma sarà utile per riconoscere eventuali limiti dell' attrezzo.
Qualche volta vi sarà capitato di vedere un lanciatore esperto con una cards da lancio tecnico; ebbene, la prima cosa che vi avrà colpito sarà stato il gesto con cui avete visto catapultare il piombo (con stile e padronanza). Quella canna si è piegata fino al manico senza alcuna forza ma solo con tecnica progressiva. Questo è possibile grazie alla moltiplicazione di spinta data da un crescendo della piega della canna fino al tallone. La cima, molto morbida ed elastica ha lasciato spazio alla parte centrale dopo circa 60/80 centimetri, per poi interessare la parte sottostante (arco) che si è indurito in un crescendo fino ad arrivare al manico. Anche il manico, secondo la dinamica, si è piegato. E' bastato vedere lo stile del lanciatore con la maniera con cui è riuscito a caricare una canna così dura nel modo più corretto. Nel lancio tecnico conta molto il tempismo perchè tutto dipende da quell' istante esecutivo determinato dal movimento tecnico che ha fatto caricare tutta la struttura della canna progressivamente senza il minimo sforzo. E' stata la forza antagonista del piombo a dare la spinta necessaria affinchè la moltiplicazione delle linee di forza sia avvenuta in un crescendo progressivo.
Supponiamo di sottoporre l' attrezzo ad una flessione tramite un peso di un chilogrammo posto sulla cima, inclinando quest' ultima di 30°ebbene, noteremo una piega pari al contrasto del peso che ci darà l' idea della flessione. Ripetendo la stessa operazione con una canna più elastica, ovvero, ad azione promiscua, noteremo che la flessione è stata maggiore sulla cima e sull' arco, questa la chiameremo ad azione mista. Se con lo stesso peso la parte flettente si allungherà anche verso il manico, sarà parabolica.
La quantità e il taglio dei materiali ne stabilisce le linee di forza poichè per realizzare queste canne si utilizzano materiali pregiati come i compositi avanzati costituiti da fibre di varia origine (vetro, carbonio) inglobate in una matrice di resina (poliestere, vinilica, epossidica o fenolica) la quale non ha compiti di resistenza meccanica ma ne garantisce la coesione tra gli strati delle fibre. Una c.a.r.d.s. da competizione costruita in due pezzi viene congiunta con innesti spigot o Compound. L' azione flettente conferita da alcuni elementi importanti: conicità, composizione dei materiali e taglio dei tessuti con geometria dettata dal progettista. Tuttavia la nostra conoscenza sulle si basa solo per sentito dire o per definizioni usate dai produttori sul modulo e sulla resistenza. In verità tutte le canne utilizzano vetro sbilanciato, carbonio alta resistenza unidirezionale (HR), carbonio alto e super modulo unidirezionale (SHM). Altre tele ornamentali sono costituite da intrecci Twill Batavia o Alutex, che nel caso progettistico, rivestono una particolare importanza cosmetica.
1° la mescola determina la rigidità e l' elasticità del fuso;
2° definisce l' azione e la resistenza della canna secondo i dati forniti dal progettista;
3° si definiscono i punti di rinforzo, la protezione e l' eleganza esterna del materiale.
Gli anelli guidafilo
Lo studio degli anelli va fatto in relazione alla piega della cima e dall' ncidenza del filo nel suo percorso lungo il tunnel degli anelli. L' attenzione si rivolge principalmente sull' arco in maniera che il filo attraversi gli anelli senza toccare sul fusto. La qualità e la bellezza dell' anello guidafilo di rilevante eleganza che, insieme alla legatura, darà un tocco d' eleganza da parte dell' autore. Certamente l' imposizione della casa costruttrice non dispone di particolari curati come possono essere fatti da parte di bravi artigiani i quali curano la canna come fosse un modello prezioso da presentare alla sfilata di moda come i capolavori svolti dal maestro Tony Agutter che riesce a dare un tocco d' eleganza meritatevele e particolare su quelle canne di un certo pregio. Per un pescatore avere una bella canna è come indossare un bel vestito di qualità, rifinito d' ottimi
e costosi bottoni.
Diverse canne vengono montate con anelli Sic (tanto per dare un' impronta di valore), poichè una pietra del genere è ben al di sopra sulla valutazione delle prede del nostro mare. Gli anelli Sic sono necessari più che altro nella traina dove le catture sono interessanti e possono raggiungere e superare prede di oltre 50 chili. Le fughe non sono uguali a quelle di una spigola o di un' orata, quindi difficilmente l' azione di strofinamento può logorare il filo. Sono ottimi e consoni anche anelli in alconite o pietra d' ossido d alluminio. Quello che conta nella vestitura di una canna è la precisione del posizionamento degli anelli. Spesso la canna è rovinata perchè non si è tenuto conto della spina, oppure del set degli anelli, in altre parole, l' azione dell' arco lavora male se essi sono montati male. Per capire come sia opportuno intervenire sul problema, la cosa migliore è quella di far visita ad un laboratorio artigianale specializzato nella riparazione delle canne. Solo loro sono i veri guru della precisione il cui montaggio fa riferimento a uno studio preventivo dell' azione della canna, prima di procedere al fissaggio degli anelli, di conseguenza delle legature.
Controllo
E' necessario controllare ogni parametro e decidere modello e il tipo dell' anello da montare. La cima delle canne ad innesto va controllata nella piega e poi, una volta individuata la spina si segna la linea di montaggio. Nel caso la canna sia da rotante, il verso degli anelli sarà montato nella faccia opposta rispetto a quella preposta al mulinello fisso. Quest' operazione diventa indispensabile per evitare che la canna svirgoli durante il caricamento, ma anche per la diversa forza antagonista offerta dalla spina che ne aumenta o diminuisce l'azione di caricamento. Il nostro esame riguarda soprattutto le canne ad innesti, a due o tre elementi. Per le canne telescopiche basterà legare l' anello ad ogni elemento, anche se l' accortezza di individuare la spina a canna aperta assicurerà un ottimo rapporto di spinta.

Scritto per pescasurfcasting da Matteo Rocco.


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