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Matteo Rocco - Pesca al serra

30/10/2015

pubblicato da: Marco Donzelli

La pesca al serra
Essendo un predatore per eccellenza, il pesce serra denota una spiccata "intelligenza" che lo caratterizza da altri pesci per un comportamento insolito al riguardo delle sue vittime, ma anche verso il pescatore. La sua attività predatoria non ha sosta, caccia a tutte le ore. Ha sviluppato un comportamento sociale organizzato e le sue vittime vengono scelte ancor prima di sferrare l'attacco. Questo micidiale Killer, può essere osservato all'alba e al tramonto, quando sferra l'attacco ai muggini o alle sardine con brutale ferocia. Di solito non mangia subito le sue vittime; prima le uccide e poi ripassa ad ingoiarne i resti. Un altro sistema di caccia utilizzato dal pesce serra, è quello di nascondersi nelle buche o nella schiuma, restando immobile in attesa di qualche mal capitato e sferrare l'improvviso attacco. I grossi esemplari, se interessati dal luccichio di catenine o braccialetti attacca anche l'uomo. Nelle notti di luna piena capita di trovare recise le lenze dopo un'energica sgrullata sulla canna; è lui! Attacca il filo di bobina riflettete che vibra con la corrente credendo forse, si trattasse del luccichio di qualche pesce . La probabilità che attacchi anche l'uomo è certa! Ci sono stati casi verificati in varie parti d'Italia e i malcapitati sono spesso adolescenti sono dovuti ricorrere al pronto soccorso. Ultimamente una bambina di dieci anni è stata morsa al piede per il luccichio di un braccialetto.
Il continuo aumento della specie è dovuto alla riproduzione che avviene in tutto il bacino Mediterraneo. Mentre molti anni fa, il serranide popolava solo i mari tropicali, oggi ha trovato dimora ovunque adattandosi al clima variabile del Mar Mediterraneo. Gli esemplari più grandi possono superare anche i dieci chili e diventare molto pericolosi. Praticamente possiamo trovarlo ovunque, nelle dighe foranee, porti, estuari, arenili, fondi ciottolosi e rocciosi. Quando attacca le sue prede non lascia scampo; la dentatura gli permette di recidere un pesce di netto, come farebbe un rasoio. E' dotato di una vista eccezionale e dei sensori che gli permettono di individuare la preda anche a notevole distanza. Possiamo insidiarlo, sia con filetto di muggine che pesce vivo con terminali di acciaio. E' un combattente d'eccellenza ma le sue carni non son pregiate. Il suo metodo di caccia avviene spesso insieme ad altri coetanei poichè hanno un comportamento di caccia organizzato: diversi esemplari spingono i branchi di sardine o di muggini in prossimità della battigia disorientandoli, per poi sferrare l'attacco nel branco. Spesso anche le prede allamate sono attaccate durante il recupero. Anche grosse orate allamate arrivano tagliate in due con palesi imprecazioni da parte dei pescatori. Purtroppo non ci sono mezzi idonei per decimarli se non dedicarsi nell'insieme alla sua caccia. Ormai sono presenti su tutto il territorio nazionale con forte presenza anche nei mari del nord per tutto l'anno. Secondo delle valutazioni, sono una delle cause più attendibili della diminuzione delle nostre prede.

Scritto per pescasurfcasting da Matteo Rocco.

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