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L′Ombrina

14/01/2016

pubblicato da: Luca Antonelli

L'OMBRINA- (Umbrina Cirrosa)
L'ombrina Cirrosa fa vita di gruppo ed è facile trovarla in prossimità delle foci, nei fondi sabbiosi e melmosi, ovunque vi sia un forte apporto d'alghe. Principalmente è un pesce carnivoro, nell'età adulta diventa anche predatore per cibarsi di piccoli pesci. Normalmente si nutre di vermi, granchi e vari molluschi che trova sondando la sabbia. Non disdegna gamberetti di sabbia e piccoli granchi. All'inizio dell'inverno si avvicina alla riva per la riproduzione ed è possibile imbattersi con grossi esemplari. In questa stagione la pesca può essere dinamica. Si avvicina alla riva quando la pressione atmosferica scende e annuncia una perturbazione (per i pescatori è il barometro vivente) la si può insidiare anche a pochi centimetri d'acqua. Il periodo buono è fino a primavera, quando il mare è ancora in movimento e le alghe in sospensione non sono tanto fastidiose, poi saranno solo piccoli esemplari.


L'inverno e il mare mosso, segnano i momenti migliori per la cattura delle grosse ombrine

La notte invernale regale sempre splendide prede Americano e cannolicchio sono le esche micidiali per l'ombrina

D'estate preferisce allontanarsi in acque più profonde ma di notte si avvicina alla riva. L'inverno segna il momento migliore per insidiare i grossi esemplari nella turbolenza delle mareggiate. Per insidiarla, la tecnica del surf casting è la migliore e a volte ci si può imbattere in esemplari di oltre sei chili di peso. Per raggiungere la zona di pascolo non occorre lanciare necessariamente lontano, basta sondare il fondo con il piombo e individuare il canale profondo o le buche dove i detriti organici vi sono depositati. L'esca principe è l'americano ma vanno bene i vermi in genere. E' ghiotta di cannolicchio e bibi ma non trascura granchi, seppie e calamari. Quando il branco è numeroso o vi è in atto una perturbazione con mare mosso, andranno bene tute le esche, almeno per una selezione migliore si consigliano ottimi bocconi.
Quando e come pescarla:
Come abbiamo detto l'ombrina si avvicina alla costa durante la bassa pressione o quando è in atto una perturbazione. I piccoli esemplari sono presenti anche tra la primavera e l'estate quando il mare, dopo il rimescolamento invernale, è pieno d'ossigeno e cominciano a spuntare le prime alghe dal fondo. D'estate si avvicinano di notte anche con il mare calmo e di giorno con il mare mosso. I migliori posti sono da cercare in prossimità di qualche foce, dove l'acqua di mare si mischia con quella dolce. La pesca non è difficile, si può dire che non richiede particolari tecniche, se non altro cercarla nella turbolenza o nelle buche ricche di microrganismi. Un buon boccone è quello che preferisce, specialmente se l'esemplare è adulto. Lo scienide si può trovare ovunque, a riva o sulla lunga distanza, ma anche sulle acque più profonde. Ama la vita di gruppo, quindi, molto spesso si avvicina nella risacca per cercare piccole bivalvi e granchietti. Una volta individuato il branco non sarà difficile trarne buone quantità, specialmente essendo addestrati in velocità, in altre parole con la mentalità del garista. Una buona scorta di terminali intercambiabili già innescati saranno indispensabili per aumentare l'azione di pesca. Il terminale a due ami, con braccioli lunghi un metro, saranno lindispensabile per avere ragione su questo simpatico pesce, ma non dimenticate lo "slamatore", visto che l'ombrina succhia l'esca e la ingoia.

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